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sabato 31 gennaio 2015

Le pene d’amore? Questione di prospettiva

“Mia cara ragazza, - disse il sacerdote attraverso la grata del confessionale -  “come posso aiutarti a scacciare dalla mente un ragazzo col quale filavi, che poi hai piantato, col quale però saresti tornata volentieri  e  che invece sembra  non volerne più sapere di te?

Un sistema sicuro non c’è. E sai perché?
Perché non ce n’è bisogno.

Le ragazze, come te, di diciassette anni dimenticano facilmente le pene d’amore, senza che sia necessaria una spinta.

Lo so che per il momento la cosa non ti pare possibile, che soffri  e che saresti disposta a giurare che nel tuo giovane cuore si è aperta una ferita inguaribile.

Ma invece …
Hai mai sofferto per un torcicollo?
È un male odioso e malinconico; sembra che non debba mai passare.
Eppure una mattina ti desti e il torcicollo non c’è più.”

domenica 6 luglio 2014

Saldi di fine stagione


Il primo giorno dei saldi estivi è il 5 luglio 2014, sabato. Per le donne che lavorano, il giorno dei saldi è il sabato mattina. Ci si prepara già dalla sera del venerdì, 4 luglio, sbrigando quelle faccende di casa che di regola si rimandano al sabato. Federica e Renato confidano sui saldi di fine stagione per compensare qualche carenza nell’armadio.

4 luglio 2014

Renato: - “Non so che bisogno ci sia di fare pubblicità ai saldi di fine stagione. Voi donne li annusate nell’aria, come i primi odori della primavera, come fanno gli allergici per  i pollini. Se un negozio o una boutique liquida la mercanzia, cioè affronta la “campagna saldi”, tra voi donne è tutto un chiacchiericcio, un passa-parola, sms, e-mail che si sprecano”.

Federica: -“Domattina mi alzo presto, così arrivo al negozio quando ancora non c’è nessuno e posso scegliere bene”.

 Renato : - “Che cosa ti comprerai ?”

Federica: - “Ho bisogno di una cosa sola, una gonna. Tant’è vero che esco coi soldi contati per evitare la tentazione”.

Renato: - “Durante gli ultimi saldi, quelli invernali, la gonna si è moltiplicata per tre, più due camicette, tre maglioncini, un foulard, una cintura, un pullover per me. Non avevi lasciato a casa i soldi ?”

Federica: - “Ho pagato con la carta di credito.”

I saldi non sono quella faccenda democratica, alla portata di tutti, come si crede. Si può dire che i saldi nascano da una congiura  tra il negoziante e la cliente: una congiura che dura tutto l’anno. Le clienti più affezionate, quelle che finiscono per dare del tu alle commesse, ricevono stagionalmente il premio dei saldi. Si fanno tenere da parte un guardaroba (del quale raramente hanno bisogno) e finiscono per ottenerlo sottocosto. Agli  sconosciuti e sprovveduti si rifilano gli scarti. Dai saldi invernali Federica tornò a casa anche con un pullover per il marito. Renato aveva bisogno del pullover ? Forse sì, forse no; non so. Ma quel pullover è un’esca. Renato lo prova, naturalmente gli sta benissimo, meglio di qualsiasi altra  cosa, è di qualità eccezionale e costa la metà.

Renato: - “Perché proprio un pullover ?”

Federica: - “Perché è la sola cosa che potevo comprarti sicura che la misura ti andasse bene. Non potevo mica comprarti i pantaloni di cui hai bisogno.”

Renato: - “Io ho bisogno di pantaloni ?”
Federica: – “Quelli neri sono già lucidi sul sedere, quelli grigi …”
Renato: - “Mi ritrovo, insomma, straccione ?”
Federica: – “… e poi, quel che più conta, non hai un paio di pantaloni sportivi !”
Renato: - “Se ho i jeans !”

Federica: - “ Sportivi ma eleganti, come quelli che ho visto stamattina alla boutique e che ti vorrei prendere tanto volentieri domani; ma devi venirci anche tu per le misure …”

Federica si comporta così per tornare al negozio dei saldi e fare altre provviste, ma non lo fa solo per sé. Comprare “a saldo” per noi donne è un piacere puro, disinteressato, morale più che pratico. Non è forse vero che dopo aver “fatto il pieno” di mercanzie “a saldo” torniamo nello stesso negozio conducendovi a forza un’amica, per il solo piacere di arraffare vestiti, camicie, maglie dagli scaffali?  

       - “Prenditi questo, dai, è un’occasione unica !”-                                   
                                       
Di solito noi donne siamo molto gelose delle nostre scelte in negozio, e persino dell’indirizzo del negozio. Nella stagione di saldi no: in noi si manifesta la sindrome della rapina; l’importante è portar via la maggior quantità di roba possibile, poi si spartisce.       

5 luglio 2014

Così nel pomeriggio di sabato (ieri, sabato 5 luglio) Federica va al negozio col marito. Davanti a ogni specchiera ci sono gruppi familiari che impudicamente si spogliano e si rivestono.  La rapina ha un soffondo di ladrocini individuali: uno gira l’occhio e non ritrova  più l’indumento che aveva scelto, prenotato e magari … già pagato. Comunque Renato e Federica sono lì soltanto per un paio di pantaloni sportivi.

Federica: - “Quelli !”
E da sola tira giù da un armadio il pantalone. Andrebbero bene a un sedicenne nano.
Federica: - “Signorina, sono di nuovo io !”
Esclama giuliva Federica rivolta a una commessa impicciata in tutt’altro.
Federica: - “C’è il 50 di questi pantaloni ?”

Così Renato senza sapere come sia né per quale motivo, si ritrova a dover indossare un paio di pantaloni verde bottiglia, di velluto, che paiono quelli dei presentatori televisivi anni Cinquanta, che scintillano sotto le lampade e che non hanno niente a che fare con quelli sportivi scelti da Federica. Ad un tratto, casualmente, Renato butta lo sguardo su una giacca a quadrettini, di stoffa bellissima. Neppure riesce ad esprimere un apprezzamento che qualcuno indovina il suo sguardo e si ritrova con la giacca in mano.

La commessa: - “ È l’unica rimasta, la misura non importa perché è casual. Ieri 140 euro, oggi 80 ”

Renato: - “Non è un po’ cara ?” chiede a Federica
Federica: - “Sai, è casual, senza fodera”.
Renato: - “Appunto”
Federica: - “Come appunto? Giacche così sono rare”.

Così Renato scopre che le giacche “casual” sono come le automobili spider. Rispetto alla sorella “berlina” l’automobile spider dovrebbe costare almeno un terzo di meno: ha metà carrozzeria, metà tappezzeria, niente molleggio. Il cruscotto è “sportivo”, ossia miserabile: né orologio, né portacenere. Di cristalli ce ne sono tre al posto di sei, il resto è telaccia e plastica. Eppure la spider costa una volta e mezzo più della berlina.

Così la giacca “casual”, senza l’ombra della fodera, senza tasche interne, senza “sagoma”. Ha le maniche troppo lunghe, casca dalle spalle molle come una buccia di banana, ha due soli bottoni; il taschino esterno è corto, non ci stanno né la penna né gli occhiali. Il bavero è una specie di strisciolina lì e l’intera giacca più che “cascare” si ammoscia.

Renato: - “Questo è un pigiama” mormora, ma Federica si fa sentire da tutto il negozio mentre dice alla commessa: - “Come gli sta bene, io lo vorrei sempre vestito così. Lo guardi con i Ray-Ban Aviator, sembra il “Commissario Montalbano”.

Poiché Renato non appare molto contento dell’affare fatto (e tantomeno di quello che indossa) Federica dice: -“Potevi non buttar via 80 euro allora! Mica te l’ha ordinato il medico di comprarti la giacca casual”.


Babazzurra

mercoledì 25 giugno 2014

Dove vai in vacanza ?


Tu ci vai in vacanza quest’estate?

-       Oh sì! Mia madre ha detto:
-      “Basta con questa mania di fare le formiche! Con questo modo di ragionare ci priviamo di tutto e alla fine siamo ugualmente in bolletta come gli altri, come tutti quelli, e sono la maggioranza, che ci danno l’idea di scialare, spendono e spandono nel modo più inconsulto e restano sempre misteriosamente a galla”.
-      Siccome mio padre ha ricevuto una sommetta per arretrate prestazioni straordinarie, si è deciso che faremo un bel viaggio.

Certo che viaggiare è il modo migliore per istruirsi. Dove andrete?

-          Sono andato in un’agenzia di viaggi, ho procurato tanti prospetti e a casa ci siamo messi a sfogliare i pieghevoli, a consultare l’atlante e poi il listino prezzi.

Ah, sì? Avete fatto idealmente un viaggio per il mondo. Andrete in Spagna?

-          Per l’amor di Dio, ormai la gente va in Spagna come un tempo si andava dal barbiere. E poi a veder cosa? Il flamenco danzato da gitani fasulli? o la Corrida? È uno spettacolo incivile. Se fossi sicuro che il toro infilza il matador, allora forse potrei adattarmi ..

Ok, andrete in Francia, allora?

-          Vale lo stesso discorso per la Spagna, col vantaggio che non c’è la Corrida, e poi, Parigi sarà sempre Parigi, ma ormai ha fatto venire la barba.

Germania e Austria?

-          No, nessuno sa una parola di tedesco e a nessuno piacciono i krauti.

Avete scartato anche la Riviera (una noia) e la vacanza sulle Alpi, immagino.

-          Beh sì, siamo usciti dal vecchio Continente.

Questo vuol dire che andrete in Africa?

-          Ah l’Africa misteriosa, il safari, i leoni, gli elefanti, le giraffe, Mombasa, il Kilimangiaro, i bagni nell’Oceano Indiano, le indigene in topless. Non è niente male. La spesa non è proprio economica ma è affrontabile.

Avete deciso! Andrete in Africa?

-          Certo che no … abbiamo continuato per sere e sere sempre alla ricerca di una meta affascinante. Sono di moda le Seychelles ma è meglio evitarle perché quando una cosa è di moda finisce che ci trovi pure il portiere del palazzo di fronte. E poi, sono care.

Sai come sarebbe bello fare un viaggio a New York?

-          New York come le Seychelles, oltre che troppo dispendiosa, ormai chi è che non ha visto New York?

Perché non una meravigliosa vacanza in una “estancia” della Patagonia, con cavallo a disposizione?

-          Oh sì, ma è talmente cara che tanto vale comprarsi un cavallo qui, in patria.

Quindi non avete ancora trovato la meta delle vostre vacanze?

-           Considerando questo e quello venne deciso all’unanimità che saremmo andati in Kenia. Abbiamo subito cominciato i preparativi, perché è necessario prepararsi per tempo, sai bene che è importante scegliere l’abbigliamento appropriato per un viaggio. Finalmente, incassati gli arretrati, mio padre andò in agenzia per le prenotazioni ma … … è arrivato troppo tardi. Tutti i posti erano stati presi, occupati, prenotati.

Pagano troppi arretrati a troppa gente, ne sono sicura! E allora dove andrete?

-           È riuscito a strappare gli ultimi quattro posti disponibili. Andremo a passare le vacanze in Yakutia.

E dov’è?

-          In Siberia

 Babazzurra

venerdì 13 giugno 2014

Passeggiata nelle vie del centro


Passeggiata con Nadia e Paola, a guardare le vetrine nelle vie del centro cittadino, vicino a casa mia. Raffaella ci raggiunge al cellulare: ha la promozione TIM  2,02 euro a settimana verso tutti da oltre un anno e, per ammortizzarla, rimane in giro con noi.
Poche vetrine da visitare visto le chiusure obbligate dalla crisi: è talmente imponente che non ci resta che camminare centinaia di metri tra un negozio e l’altro. Ma noi, quando usciamo, non  limitiamo i nostri orizzonti e così andiamo.
Ormai fa caldo e si sente l’aria del mare.
Nadia si incanta: “guardate quella camicia di cotone, così sofisticata con gli orli sdruciti; si può abbinare con il micro-short di jeans, oppure come copricostume in spiaggia.”
 Paola: “ah sì, gli abbinamenti sono tantissimi, io la porterei con i jeans e le converse di giorno e di notte tacchi altissimi e blazer nero.
Raffaella al cellulare: “fatemi una descrizione più dettagliata, com’è il colletto? e lo scollo è a V è o tondo? È bianca-bianca o è solo bianca?  È’ corta o è lunga, cioè copre i fianchi? Perché il copricostume mi piace lungo.
Io: “la camicia è bianchissima, di mussola di cotone, ha un colletto alla coreana ma i bottoncini rivestiti partono dal sotto il seno; ha il carré operato e al secondo bottone c’è una coulisse che restringe e poi tende ad allargarsi. Copre appena i fianchi. Riesci a visualizzarla?
Raffaella: “Certo, è chiaro. Che fate, la comprate”?
Barbara : “Non in questo momento perché ho visto un paio di ballerine che preferisco indossare quando fa caldo. Ora le provo e ti invio una foto”.

La passeggiata si è conclusa con l’acquisto delle scarpe. Ah, che bella sensazione fare acquisti, e le scarpe sono pure utili, non vi pare?   

Babazzurra

venerdì 6 giugno 2014

Chiacchierata online





- Ciao, chi sei? -

“Sono una ragazza che avrà presto diciassette anni, sono carina, più delle mie amiche, dicono, ma non riesco ad avere un’amicizia sincera tra le ragazze, per non parlare dei ragazzi. Mi hanno detto che manco di femminilità. Che cosa significa?"

- Forse  hai l’abitudine di fumare la pipa, oppure dici parolacce e ti scoli  bottiglie di grappa? -

"Sono molto sportiva, amo la musica, ma sono timida con gli altri".

- Nemmeno io capisco perché sia accusata di mancare di femminilità. O meglio, lo capisco troppo bene. Dalla tua descrizione  mi sembri una ragazza molto seria  e autosufficiente, oltre che bella.-

"Ho capelli biondissimi e lunghissimi che mi fanno sembrare una ragazza d’altri tempi.
Ma oggi ben due persone (anziane tutt'e due) mi hanno detto che manco di femminilità."

- Ecco è tutto qui. Una ragazza bella e a posto, irrita le amiche, sconcerta i giovincelli e … fa una rabbia tremenda alle donne anziane. -

"Forse  potrai spiegarmi che cosa è questa decantata femminilità."

- Non badare a queste punture. Ti garantisco che verrà qualcuno che si accorgerà che di femminilità tu ne hai da vendere.-

Babazzurra